Ennesimo trasloco, scatoloni, pianti e incubi della peggiore specie. “Dove metto tutti i miei vestiti? E le mie scarpe? E i libri, dove metterò i miei libri?”. Ma qualcosa, in tutto questo casino, sembra non andare così male…
Tra un pacco e l’altro emergono oggetti, e con loro ricordi, che fino a questo momento ho sempre dato per scontati, ho sempre creduto fossero miei, fedeli accompagnatori del mio essere e della mia personalità.
Cimeli, ovvero “oggetti antichi e preziosi che si conservano con molta cura”. Di essi si dice anche che acquistino valore pregio perché appartenuti a qualche personaggio illustre o perché ricordano un’epoca o un avvenimento importante: le mie storie passate.
Questi sono tutti regali che mi hanno lasciato i miei ex fidanzati.
Sono ovunque, ma non mi fanno male. Forse perché hanno contribuito a formare la persona che sono adesso. Ogni vuoto creato lascia spazio a qualcosa di bello e di fertile.
Li osservo e li studio, come se li ricevessi per la prima volta e penso che davvero le persone che incontriamo nel nostro percorso sono come degli specchi. La vita ci dà la possibilità di confrontarci costantemente con le proiezioni di noi stessi, con quello che vorremmo (o non vorremmo) diventare, con lati della nostra personalità nascosti e che solo chi ci sta di fronte riesce a vedere, forse prima di noi.
Ecco perché queste reliquie sono sopravvissute al tempo: sono la parte buona di noi, il pezzo di personalità emerso dall’ombra.
Guardandomi ora non potrei mai più immaginarmi senza di essi. Ecco, quindi, la carrellata delle cose che mi hanno lasciato i miei ex.
L’attenzione per il design
Uno dei miei ex mi ha accompagnato in scorribande adolescenziali in negozi e musei di design di ogni genere, semplicemente per vedere dei bei manufatti. E me ne ha anche regalati: un tempera matite professionale, di quelli con la manovella, per intenderci; delle scarpe da tennis di uno dei designer di moda più importanti al mondo; un orologio da parete enorme con gli ingranaggi a vista. Infine, una fantastica palla da discoteca che, da anni, all’alba, riempie le pareti blu della mia camera da letto con infiniti riflessi luminosi, come fossero stelle.
Se io oggi ho in casa pezzi (modesti) di design è anche grazie a quello sguardo.

L’orecchio fino
C’è, tra i miei ex, chi ha contribuito ad affinare il mio gusto musicale regalandomi cd di ogni genere, dai live super sofisticati, ai gruppi indie alternativi, oppure portandomi a concerti di massimo 30 persone, per soli fedelissimi, in luoghi assurdi (decadenti e affascinanti). Ani Di Franco, Miles Davis, Animal Collective, Jonathan Wilson, Trespasser Williams, Mark Lanegan sono solo alcuni nomi di una lista lunghissima che va a comporre una colonna sonora calda ed avvolgente.

David Bowie
Non mi sono mai spiegata perché più di un ex fidanzato mi avesse regalato qualcosa di David Bowie. Del Duca Bianco ho ricevuto, in ordine: un catalogo di fotografie, un dvd, un album. Che sia stato per la mia fisicità androgina? O per l’eterocromia che mi prende quando sono stanca? Mha… forse non lo scoprirò mai. In ogni caso: grazie. Sono stati tutti mooooooolto apprezzati.

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La bella scrittura
Se non ci fosse stato “lui”, l’ex più stronzo mai avuto, ora non godrei della scrittura perfetta di Dino Buzzati e Yukio Mishima. Dalla loro profondità descrittiva, soprattutto dei vari meandri dell’animo umano, ho imparato molto e continuo, ancora oggi, a conoscere aspetti nuovi di me e della vita. Loro sono stati una vera cura per il mio cuore.

L’arte fuori dagli schemi accademici
Principalmente appassionati di arte, come me, i miei ex hanno contribuito ad ampliare il mio orizzonte conoscitivo, facendomi incontrare artisti e forme espressive estranee al canonico percorso accademico. Shepard Fairey (OBEY), Bob Wilson (mon amour), i fotografi contemporanei (Gerard Byrne, Charlotte Perriand e molti altri) colorano la mia libreria e le pareti di casa.
Mi ricordano in che direzione guardare, scardinano le mie convinzioni, mi invitano ad andare sempre oltre.

Credo che quello che mi porterò maggiormente dietro è, però la frase: “Se è passata a Napoleone, passa anche a te”. Certo, essere lasciati con questa perla, lì per lì, non è stato proprio divertente (simatico il mio ex, vero?), ma si sa, il tempo è il miglior dottore. E, infatti, col tempo, ho apprezzato la potenza di quel detto. È davvero passato tutto.