Uccelli. Chiacchierano, discutono, litigano. Riflettono. In meno di un anno hanno invaso le bacheche di migliaia di persone. Situazioni quotidiane che nascondono l’inadeguatezza di una generazione spaesata.

 

Mattia Labadessa è un 23enne napoletano che, come Charles Schulz, ha disegnato momenti apparentemente insignificanti dietro a cui però si annida la tragicomica bellezza dell’ordinario.

"le cose così"
“le cose così”

Ad ottobre con la casa editrice Shockdom Le cose così”, la prima raccolta cartacea che conterrà le vignette più apprezzate ed altre inedite create ad hoc. Con un iPad e un umorismo a volte amaro, Mattia Labadessa è un fuoricorso che ha trovato nel web la scappatoia dalle ristrettezze accademiche, e in un’estate ha lavorato con determinazione per realizzare i propri progetti.

Ma cosa pensava prima di questa repentina svolta? Lasciamo che ce ne parli lui!

Sulla tua pagina Behance si legge “graphic designer, illustrator”. Come hai cominciato?

Mi sono sempre dedicato all’illustrazione, disegno praticamente da quando avevo 4 anni, e non ho mai smesso! Da 4 anni però ho intrapreso il percorso da “Graphic Designer” all’Accademia di Belle Arti di Napoli: credo mi sia servito molto, per il semplice fatto che una materia come questa può dare tanto ad un illustratore, per una comprensione più completa della composizione, per la scelta dei colori, per l’impostazione del lavoro più genericamente. Se dovessi darmi una definizione però, mi sento assolutamente più illustratore che grafico.

Labadessa” è il tuo progetto principale, che conduci tramite Facebook. Come nasce? Ha avuto l’evoluzione che ti aspettavi?

Nasce per caso, davvero. Non avevo questa direzione in mente, ma tutto è andato avanti “col pilota automatico”, e il progetto ha preso una sua forma. Non mi aspettavo assolutamente questo seguito, o almeno, non me lo aspettavo nell’arco di così poco tempo. Qualche mese fa dicevo a me stesso “Wow, sta andando bene! Se continua così tra un anno potrei essere sulle 30mila persone!”, ora sono a soglia 90mila, e non mi sembra vero!

Scorrendo le tue vignette, si passa da temi di attualità ai più comuni – ma forse non per questo meno rilevantiflagelli inflitti dalla quotidianità. E la cosa che colpisce è l’ironia con cui li esamini. Perché parli di ciò che parli? E perché così?

Parlo di ciò che parlo perché non ho altro da dire. La vita è questo, secondo me: una serie di miserie ed afflizioni, di ansie e di problemi, che racconto agli altri come se stessi parlando con l’amico di una vita al bar, niente imbarazzo e niente maschere, solo tristi verità!

Il soggetto principale dei tuoi lavori è un uccello. Come mai? Quanto ti ci rifletti?

Parecchio, posso dire che quell’uccello mi rappresenta alla perfezione. Il fattore “alter ego” di questo personaggio è fondamentale, non solo per la buona riuscita delle vignette, ma anche per me stesso: in questo modo riesco a confrontarmi con chi mi segue in modo quasi “intimo”, come a dire “oh, stronzo, anche io non voglio che i miei genitori muoiano, ma non riesco a dirglielo”. Per il “come mai”, beh, non c’è un motivo ben preciso, è un personaggio nato per caso, a cui mi sono affezionato.

E ora una domanda scomoda (ma qualcuno deve pur farla): che sviluppi prevedi?Hai anche altri progetti in mente?

Un bello store online, dove posso finalmente passare al cartaceo e stampare qualche poster, una pubblicazione, mezzo con cui potrei raccontare molto di più (senza i limiti imposti da Facebook), e forse una pagina in cui poter pubblicare tutti i lavori che sforno, che non siano legati all’uomo uccello o allo sfondo giallo.

The WalkMan valorizza i giovani talenti e le realtà emergenti del panorama italiano: cosa consiglieresti a chi – come te – sta investendo sulle proprie passioni?

Quando si tratta di dare consigli mi sento sempre in difficoltà: non voglio dire “crederci, lavorare duro, investire nei propri sogni” (la solita minestra), ma una cosa posso dirla: ascolta solo te stesso (la gente è piena d’odio), e se ci credi, vai e fai, manda per un attimo a fare in culo ansie e paure, tuffati. Male che vada, hai fatto un bagno.

 

ENGLISH VERSION

Birds. Flying, arguing, fighting birds. They ponder. In less than a year they have invaded thousands of people’s walls. Everyday life situations hide the inappropriateness of a disoriented generation.

Just like Charles Shulz, Mattia Labadessa, a 23-years-old Neapolitan guy, has drawn apparently insignificant moments behind which the tragicomic wonder of ordinary life is lurking.

In October the Shockdom publishing house will release Le cose così”, the first paper collection containing the most popular frames and other unpublished ones created ad hoc. With an iPad and a sometimes bitter humour, Mattia Labadessa is a supplementary year student who found in the web the escape from the tight university circumstances, and worked very hard in the course of one summer to fulfil his projects.

But what did he think before this sudden turning point? Let him speak about it!

On your Behance it is written “graphic designer, illustrator”. How did you start?

I have always dabbled with illustration, I have been drawing practically since I was 4 and I have never stopped! However, 4 years ago I took the “Graphic Designer” course at Naples’ Accademia di Belle Arti. I think it was really useful to me just for the fact that a subject like this can give so much to an illustrator, for a more complete comprehension of composition, for choosing the colors, and more in general for setting your work. Anyway if I had to define myself, I definitely feel more like an illustrator than a graphic designer.

Labadessa” is your main project and you are carrying it on through Facebook. How was it born? Did it develop as you expected?

It was born by chance, seriously. I did not have this direction in my mind, but the project shaped itself. I did not expect it to become so popular or, at least, I did not expect to do so in such a short time. A few months ago, I was telling myself “Wow, it’s going well! If it keeps on this way, in a few years I might reach something like 30thousand people!”, now I am at the threshold of 90thousand people and I can’t believe it is true!

Scrolling your frames, you go from current events to the more ordinary (but maybe not less important because of it) scourges inflicted by everyday life. What is impressive is the irony you use to analyse them. Why do you speak about what you speak about? And why this way?

I speak about it because I have nothing else to say. This is life, in my opinion. It is a miniseries of distresses, worries and problems I tell other people just as if I was speaking to my oldest friend at the bar. There is no embarrassment nor masks, only sad truths.

The main character of your works is a bird. Why? How much do you see yourself into it?

A lot, I can say that bird represents me to perfection. This character’s “alter ego” factor is fundamental, not just for the success of the frames, but also for myself. This is how I manage to confront with my followers in an almost “intimate” way, just like they are saying “you know man, I don’t want my parents to die too, but I can’t tell them”. As for the “why”, well, there is no precise reason, it is a character born by chance which I got attached to.

Here we go now with the second thorny question (but someone has to do it): which developments do you expect? Do you also have other projects in your mind?

Some nice online store, where I can eventually move to paper and print some posters, a publication through which I could tell so much more (without the limits Facebook imposes) and maybe a page to publish all the works I crank out, not bound to the birdman or the yellow background.

The WalkMan evaluates young talents and emerging realities in the Italian panorama.  What would you suggest to those who, just like you, are investing on their own passions?

When it is about giving suggestions, I always feel uncomfortable. I do not want to say “believe it, work hard, invest in your dreams” (the same old stuff), but I can tell you to listen to your own self (people are full of hate) and if you really believe it, you will make it. Just let your worries and fears go fuck off for a moment, plunge into it. At worst, you had a bath.

 

Traduzione a cura di Fabiola Lupo