Senza etichetta vuol dire scegliere di non dover mai scegliere, perché in fin dei conti la libertà dell’essere “inetichettabili” è un privilegio che spetta solo a chi apprezza se stesso.

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Letteralmente l’espressione “senza etichetta” si fa carico di allontanare il soggetto della frase, qualunque esso sia, dalla spaventosa definizione di “etichetta“:
2. fig., letter. Denominazione, definizione sommaria, formula con cui si designa astrattamente un fenomeno storico, un movimento culturale, una tendenza artistica, una posizione politica, un comportamento. (Treccani)

Compito sicuramente non facile, d’altronde viviamo in un mondo in cui è pressoché impossibile non trovare qualcuno che ci giudichi cercando a tutti i costi di infilarci in qualche contenitore, mosso dalla convinzione che le persone, le menti e i caratteri siano semplici pratiche da sbrigare e da archiviare.

Ad ogni modo è questa stessa società satura di valutazioni e categorizzazioni che ci suggerisce un trampolino di lancio verso l’indipendenza, l’indifferenza e la voglia di non sentirsi parte di nulla se non di se stessi. Un distacco da tutto ciò che ci circonda e cerca di intrappolare la nostra esistenza in una gabbia di stereotipi. Un po’ il senso del monologo provocatorio che Danny Boyle nel 1996 ha inserito nel film capolavoro e cult generazionale “Trainspotting“:


“Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? […]

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