Giorgio di Palma – Ceramista di oggetti di cui non c’è più bisogno. Un mondo semplice raccontato attraverso la ceramica.

Giorgio di Palma – Classe 81 e una laurea in archeologia. Un amore grande per la sua terra e per gli oggetti del ricordo. Oggetti caduti in disuso ma impossibile da lasciarsi alle spalle.

 

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Giorgio come preferisci definirti? Parlaci di te, dei tuoi inizi e del tuo talento.

Potrei parlarti di me e raccontarti alcuni miei inizi, ma non riuscirei a definirmi o a celebrare il mio talento. Per la partita IVA e la carta d’identità sono un artista, per chi deve vendermi un astro emergente della ceramica mondiale, per titoli un archeologo, per i miei amici un giovane vecchio e per la mia ragazza un bonaccione. Sono Giorgio di Palma e la mia storia ha avuto inizio il 9 Gennaio del 1981, giorno della mia nascita, avvenuta durante una delle pochissime ma indimenticabili nevicate verificatesi a Grottaglie. Da allora ho iniziato tantissime cose che ho sempre portato a termine. Ho completato album di figurine, corsi di studi, raccolte punti, visualizzazioni di serie tv e tanto altro. Qualsiasi cosa inizio la porto a termine. Non riesco a lasciare cose incompiute, questo è il mio più grande talento, forse la mia più grande ossessione.

 

Dalla pittura alla ceramica, sulla strada verso casa. Cosa ricordi di questo periodo? Cosa ha ispirato la tua scelta?

Dopo la laurea in archeologia mi sono trasferito a Budapest per lavorare come tecnico informatico. Ci andammo io e il mio cane Lucky, in twingo, guidando per 1500 km dalla Puglia all’Ungheria, coscienti entrambi che stavamo iniziando un viaggio che avrebbe fatto sosta a Budapest ma che aveva biglietto aperto per il ritorno. La sera, quando non uscivo, mi divertivo a disegnare e colorare. Tornati a casa, a Grottaglie, quei disegni sono diventati le mie prime opere in ceramica. Sicuramente se fossi nato a Murano oggi lavorerei con il vetro, ma sono di Grottaglie e non potevo che utilizzare l’argilla, per tradizione locale e familiare.

 

Hai avuto coraggio di restare a Grottaglie per valorizzarla, reinventarti, dare spazio al tuo essere. Quanto costa rischiare per un sogno?

Coraggio è una parola grossa. Probabilmente sono stato tutto meno che coraggioso. Il coraggio lo mostra chi decide di lasciare per sempre la propria casa, la propria terra, il proprio amore, alla ricerca di qualcosa di migliore. Il coraggio lo mostra chi resta a Grottaglie o in qualsiasi altro buco di culo del mondo lottando per la propria terra e cercando realmente di valorizzarla. Grottaglie è un posto che amo ma che al tempo stesso mi prosciuga. Il mio vero essere è esposto nel mio studio a Grottaglie ma viene fuori quando sono lontano da qui. Se vuoi conoscermi leggi il blog scritto in Cina, in Sicilia, in Austria, ecc., oppure vedi i video realizzati ovunque meno che a Grottaglie.

 

Qual è lo scopo della tua arte? Perchè vuoi dar vita a oggetti ormai in disuso?

A me piace raccontare storie. Lo faccio con la ceramica, con i disegni, le parole e talvolta con i video. Mi piacerebbe che le mie opere stuzzicassero un ricordo, segnassero un momento. Sono vive nel nostro immaginario ma fossilizzate in un inutile involucro cotto a 930 gradi. Per questo sono e devono essere inutili.

 

Quanto parlano di te le tue opere? Esperienze, ricordi, nostalgia di un passato che non si deve dimenticare. I tuoi oggetti quali emozioni vogliono trasmettere?

Le mie opere parlano di me, ma non solo. Raccontano la generazione dei nati degli 80’, attraverso oggetti cult e simboli della nostra infanzia. Ma non sono solo quello. Sono episodi realmente accaduti e rivissuti da malinconi animali. Sono le storie di gente comune che rivive in installazioni urbane, video o post. Sono qualcosa che piace a moltissimi ma che pochissimi realmente comprendono.

 

The WalkMan ha come obiettivo quello di scovare e mettere in luce giovani talenti ed artisti che credono nelle proprie idee. Cosa consigli a chi, come te, ha deciso di investire la propria vita nella creatività?

Quotidianamente assistiamo all’esaltazione e proclamazione di nuovi talenti, di nuovi creativi, di nuovi idoli.
Appaiono nuovi designer, nuovi artisti, nuovi artigiani, nuove cose già viste.  Quotidianamente decidiamo di diventare qualcuno, fuorchè di rimanere noi stessi. Ci creiamo e ci appiccichiamo etichette e categorie che servono solo a mettere ordine nel desktop del cosmo. Ma ogni persona è un’entità speciale, un inconfondibile e speciale unicità. Solo rimanendo noi stessi riusciremo a essere unici, originali. Cosa c’è di più originale di un pezzo unico?