Studio Sofa è una realtà creativa che nasce tra le meravigliose vie di Pietrasanta. Grafica e prodotto, vintage e contemporaneo. Studio Sofa è un vaso di Pandora, fresca visione del design inteso come progettazione a 360 gradi.

A pochi mesi dalla nascita di questo collettivo, abbiamo chiesto a Studio Sofa di raccontarsi. Di seguito trovate la nostra chiacchierata, perché possa essere d’ispirazione per chi ha bisogno di prendere coraggio per iniziare la propria avventura.

 

“Sofa è stato il nostro primo ufficio”. Di cosa vi occupavate prima della fondazione di Studio Sofa?

Prima di Studio Sofa eravamo freelance allo sbaraglio (il nostro quartier generale era la poltrona/divano, da qui il nostro nome). Poi abbiamo lavorato in diverse realtà del nostro settore e del nostro territorio acquisendo sempre più competenze nella gestione del lavoro e sopratutto nel capire le esigenze che i clienti locali hanno. Tutte queste serie di esperienze (positive e negative) ci hanno portato ad essere quasi certi (perché totalmente non ci si sente mai) di intraprendere la decisione di non cercare più un lavoro ma di crearne uno tutto nostro, che rispecchiasse la nostra idea di fare design.

Perché passare da freelance ad associati? Cosa vi aspettate da questa nuova esperienza?

In realtà non siamo associati. Non vogliamo darci vincoli istituzionali. Siamo prima di tutto amici poi creativi e spiriti liberi, non sappiamo mai come ci girerà domani.
Lavoriamo in sintonia perchè ognuno di noi ha una sua dote speciale all’interno del team indispensabile all’altro ed è esattamente quello che ci aspettavamo quando abbiamo deciso di creare lo Studio. Un mix di personalità, esperienze passate che ci hanno formato e un’ idea di “fare design” che hanno dato vita ad un eclettico spazio unico nel suo genere, il nostro.

Le tendenze degli ultimi anni hanno portato molti creativi a preferire i piccoli centri di grande tradizione artistico/artigianale, a discapito delle grandi capitali del design. Qual’è il rapporto di Studio Sofa con il territorio e quali cambiamenti pensate si possano verificare a lungo termine a seguito di questo flusso migratorio?

Il ritorno alla piccola città di periferia è molto stimolante e necessaria. Per noi significava tutto, il fulcro principale del nostro progetto e una grande scommessa.
Volevamo aprire a Pietrasanta (città con un background artistico già molto presente e di spessore) proprio perchè sapevamo di essere gli unici ma necessari.
Abbiamo una missione: portare il buon design dove ancora questa parola non è conosciuta, parlando un linguaggio semplice che anche le anziane signore, nostre vicine di casa, possano capire e soprattutto apprezzare. Non c’è più bisogno di noi in città come Milano né tanto meno all’estero.
Dobbiamo ripartire dalle nostre origini, da i nostri paesi natale e portare le conoscenze acquisite su un argomento così vasto e importante dove ancora non è radicato. E poi ha sempre un certo fascino sentire il campanile della piazza suonare allo scoccare delle ore e passeggiare per i vicoli pieni di tranquillità ed ispirazione.

Siete designer a 360°, Studio Sofa si occupa davvero di tutto. Come riuscite ad equilibrare un progetto così eterogeneo?

Oggi giorno non crediamo ci siano vincoli o distinzioni particolari fra l’essere un grafico, un designer di prodotto, un artigiano o semplicemente un artista. Per questo motivo cerchiamo di renderci plasmabili ad ogni idea che ci balena nella mente. Certo, quando non conosciamo i metodi specifici, ci appoggiamo ad esperti del settore che danno vita ai nostri disegni, schizzi, idee di progetto.
Cerchiamo di essere come un hub creativo e di risolvere ogni pretesa che il cliente ci pone sfruttando al massimo le nostre competenze e conoscenze per essere il più versatili possibile ed accettare ogni sfida.

Per innovare ed innovarsi, spesso, c’è bisogno di apprendere dai nostri pari conoscenze complementari a quelle del proprio bagaglio. Vi è mai capitato di instaurare un rapporto di collaborazione con altri creativi della scena contemporanea? Pensate che questo tipo di contaminazione sia un’esperienza positiva per l’attività di un designer/ un collettivo?

Le collaborazioni sono sempre costruttive, non le rifiutiamo mai. Le inseguiamo, cerchiamo di confrontarci e apprendere dai giovani designer (sia di prodotto che di grafica) del territorio che ancora non si sono esposti troppo nel nostro mondo, tutti i metodi e i ragionamenti specialmente della fase iniziale dell’idea, in modo da farci spalla l’un con l’altro ma mantenendo sempre una certa selettività nella scelta per non perdere la qualità dell’elaborato.
Abbiamo la fortuna, inoltre, di operare in un territorio molto ricco di imprese ed artigiani che lavorano materiali di pregio come il nostro marmo di Carrara, ma anche metalli, legnami e ceramiche con cui ci piace sperimentare.

Studio Sofa ha un aspetto molto più vicino a quello di una casa piuttosto che di un’area di lavoro. Scelta puramente estetica/funzionale o volevate comunicare attraverso gli spazi la vostra idea di design?

Come già accennato in precedenza, il nome del nostro studio è un puro e semplice omaggio al nostro ambiente di lavoro precedente, la casa. Con tutti i suoi comfort, l’ospitalità, l’accoglienza che solo un luogo familiare ti sa dare, esattamente così ci immaginavamo il nostro luogo di lavoro, un miniappartamento.
Allo stile nordico e pulito abbiamo aggiunto accessori colorati e alcuni pezzi vintage in modo da ricreare quel giusto equilibrio fra nuovo e vissuto che puoi trovare solo in una casa. I poster appesi al muro, la collezione di libri e riviste di settore, gli oggetti a cui siamo affezionati, le piante e fiori che danno quel tocco green e infine un’altalena, immancabile oggetto frivolo e spensierato che ci aiuta a partorire le idee nella loro fase primordiale.
Cambiamo spesso disposizione e togliamo e aggiungiamo cose con facilità. Non è necessario che sia tutto sempre in ordine e coordinato, come in casa del resto.

Studio Sofa ha meno di 12 mesi di vita, ma alle spalle già tante collaborazioni degne di nota. Cosa consigliereste a chi vorrebbe avviare un progetto analogo al vostro?

Erano diversi anni che pensavamo di aprire un nostro spazio ma non ci sentivamo mai all’altezza della cosa, un po’ per la scelta del luogo che, seppur voluta, ci spaventava, un po’ perché non ci si sente mai veramente pronti a lanciarsi in una nuova avventura in un mondo così già pieno di realtà.

“Inseguo questo sogno da quando ho memoria e mi sono ritrovata a far di tutto prima di capire che era esattamente questo il momento giusto. Ho messo in piedi una piccola squadra più o meno convinta quanto lo ero io e adesso eccoci qua, freschi freschi a 7 mesi dall’apertura ma volenterosi di portare avanti il nostro credo”

A chiunque sia saltata in mente l’idea di fare lo stesso, anche solo per un 1% di quanto lo abbiamo pensato noi in questi ultimi anni, possiamo solo suggerire di non mollare assolutamente, qualsiasi ostacolo si presenti perché la soddisfazione di creare qualcosa di proprio è così unica che vale sicuramente tutte le ansie e le perplessità provate. Credeteci, credeteci tantissimo e cercate sempre di distinguervi dagli altri in maniera più intima possibile ed andrà tutto bene, senza fretta. Lasciatevi ispirare da tutto quello che avete vissuto su pelle e da tutto quello che avete immagazzinato prima di arrivare a questo momento. Crediamo sia fondamentale, in particolare modo nel mondo della creatività, così vasto e caotico, distinguersi per una particolarità assoluta che vi contraddistingua da qualsiasi altra persona.
Osate e collezionate imprevisti, delusioni e momenti di difficoltà poi andate a mangiare una pizza e rideteci su.