Floriano Pellegrino – 27 anni, proprietario e Chef del ristorante Bros di Lecce.  Inserito dalla rivista americana Forbes nella lista dei talenti under 30 più promettenti dell’anno.

Floriano Pellegrino – Giovane Chef amante della sua terra con un progetto molto ambizioso. Alle spalle un curriculum dal sapore internazionale. Determinazione ed ambizione sono le sue più grandi doti. Quelle che l’hanno portato così velocemente alla ribalta.

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Floriano, quali sono gli aggettivi che descrivono la tua personalità? Parlaci di te e della tua passione. Chi è Floriano Pellegrino?

Gli aggettivi che posso utilizzare per definirmi sono: caparbio, determinato, ambizioso e professionale. Sono nato e cresciuto nelle cucine della mia famiglia. I miei genitori gestivano un agriturismo a Scorrano, paese dell’estremo sud della Puglia, in cui io e i miei fratelli abbiamo vissuto. Aiutando tra i fornelli e osservando ciò che i grandi facevano, ho imparato e ho coltivato questa grande passione.

Come hai deciso di diventare uno chef?

Tutto è avvenuto molto naturalmente. Sono sempre stato in cucina, quindi il mio destino non poteva essere altro che questo.

Qual è il piatto che meglio rappresenta il tuo essere?

Il piatto che più mi rappresenta è sicuramente uno di quelli che attualmente proponiamo nel menu inverno di Bros’: la carota, mandarancio, cardamomo verde. Penso all’acidità della carota che a me tanto piace, alla concettualità e al minimalismo del piatto che rappresentano al meglio la mia personalità in cucina.

A 28 anni sei tra i migliori Chef under30 e già un curriculum internazionale alle spalle. Qual è la chiave che ti ha portato così velocemente al successo?

La chiave è stata avere le idee chiare fin dall’inizio. Sapere esattamente cosa avrei voluto fare e chi sarei voluto diventare. Il fattore che ha giocato a mio favore è aver avuto la fortuna, oltre che l’intelligenza, di far combaciare il mio percorso lavorativo con le mie principali attitudini. Non ho un metodo per capire se un piatto possa entrare nel menù. Io creo un piatto affinchè possa trovare il suo spazio in esso.

Come avviene la creazione di un tuo piatto? Come fai a capire quale sia quello da inserire nel menù?

Da Bros’ abbiamo una partita speciale che prende il nome di MetaProgetto, la quale ha l’obiettivo di consentirci di estrapolare tutte le idee che diventeranno poi un piatto da gustare. Partiamo dalla stagionalità, ossia dallo studio di tutti gli ingredienti di stagione, per poi valutare i gusti che rappresentano il nostro territorio in quel particolare lasso di tempo considerato. Questo avviene ogni 3 mesi, per 4 volte l’anno: 4 stagioni per l’appunto, e quindi 4 differenti menu da creare e proporre. Non capisco se il piatto può o meno entrare nel menu, bensì lo creo affinché possa trovare il suo spazio in esso.

The WalkMan ha come obiettivo quello di scovare e mettere in luce giovani talenti ed artisti che credono nelle proprie idee. Cosa consigli a chi, come te, ha deciso di investire la propria vita nella creatività?

Il consiglio che posso impartire è quello di perseverare e di non avere alcun tipo di paura. E’ fondamentale estraniarsi da tutto ciò che è “voce” esterna e concentrarsi solamente sul duro lavoro.