Sollo” è il bassista dei Gazebo Penguins, gruppo che con due dischi alle spalle (“Legna” e “Raudo”), ha portato in giro per l’Italia storie di debolezze, magoni, fragilità, di quelle adolescenze che per un motivo o per un’altro rimangono spettacolari.

I Gazebo Penguins sono un gruppo che certamente non si può definire privo di originalità. Quale pensi siano i gruppi che hanno influenzato di più le vostre scelte di suono e di stile?

Intanto grazie. Beh noi siamo sempre stati dei divoratori di Fugazi, Hot Snakes, Refused, At the drive in. Sicuramente in Italia i Fine Before You Came e i Dummo ci hanno dato la carica per provare anche noi a fare un disco in italiano, Legna.

 La voce di Jacopo Lietti (cantate dei Fine Before You Came) la si è potuta ascoltare in “Senza di Te“, uno dei vostri cavalli di battaglia. Gli stessi F B Y C hanno registrato il loro ultimo EP (“Quassù c’è quasi tutto”) da voi su all’Igloo. Che rapporto hai e avete con la band?

Tanta tanta stima, rispetto e amicizia.

Nelle vostre canzoni c’è molto del posto da cui venite, delle vostre vite, di quello che avete avuto davanti o provato. Pensi che sia possibile portare sul palco qualcosa che non parli di sé e della propria storia?

Si penso proprio sia possibile, forse non per noi ecco. Penso anche che sia, forse, anche più utile, ma anche molto rischioso, avere a che fare con storie che non siano le proprie.

Qual è, in generale, il momento che preferisci in un concerto dei Gazebo Penguins?

I pezzi meta.

Contavo i giorni lontano da te, e toglievo ad ogni giorno almeno un’ora“. E’ un’emozione facile da provare quando si è in tour?

Ovviamente si, già dopo 3 giorni via, il magone inizia a farsi sentire.

 The Walkman” si pone come obiettivo quello di lasciare spazio e visibilità ai giovani talenti come te. Cosa ti senti di suggerire a chi ha deciso o sta decidendo di investire la propria vita nella creatività?

Ti ringrazio per il giovane. Se ha veramente deciso di fare questa malsana scelta, gli consiglio di non mollare mai, credere in quello che fa con tanta ma tanta autocritica e obiettività, non sentirsi MAI “arrivato\a” e restare sempre molto umile.