L’attrazione che ci lega alla materia fa capo ad una fascinazione che si muove più o meno inconsciamente tra i più districati rigagnoli dell’esistente.

Quello tra uomo e materia è infatti un rapporto di attrazione e repulsione le cui variabili emotive e processuali dipendono da una sorta di bassa seduzione che ci induce inevitabilmente a riflettere anche sulla nostra stessa carnalità.

Reazioni emotive in Ferro 26, la nuova personale di Damiano Quaranta, artista che avevamo avuto il piacere di intervistare tempo fa, aprirà venerdì 26 ottobre nel Palazzo Bezzi di Ravenna e costituisce un ulteriore tassello della sua costante sperimentazione rivolta al dispiegamento delle possibilità inerenti al materiale, per lo più estrapolato dal mondo industriale. Esso viene assunto non solo in virtù della propria autonomia estetica ma anche e soprattutto come significante da riplasmare attraverso una vera e propria operazione di risemantizzazione, volta ad unire l’azione operata per lavorare sul materiale grezzo alla narrazione intrinseca fatta di istanze biografiche o più generalmente espressive, che l’artista stesso si adopera a veicolare in un unico prodotto finale del quale partecipa anche fisicamente.

Nella mostra, curata dalla start up culturale Alessandro Vitiello Home Gallery, fondata a Roma dal giornalista e collezionista Alessandro Vitiello, saranno presentate dieci opere in un percorso in cui la bidimensionalità costituita del quadro verrà ridiscussa attraverso una serie di accidenti simbolici e materici dati da elementi cari all’artista come ferro, gomma e catrame.

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