Il lavoro può essere nascondiglio, può essere niente, la realizzazione di una vita o una fuga. Ecco quattro personaggi che tra le pagine ne sono esempi.

#1 Il profumo – Nascondiglio

Jean – Baptiste Grenouille non vuole fare profumi. Non vuole nemmeno venderli. Vuole viverne. L’ossessione che diventa rovina, può essere salvata se cammuffata. E allora i profumi diventano un lavoro, e lui diventa un normale uomo che lavora con dei normali profumi. Ma quei profumi sono tutta la sua vita, e lui non è niente, se non profumo. E allora eccolo, il lavoro che nasconde l’ossessione. Il lavoro che nasconde.

E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.

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#2 Lo straniero – Niente

C’è anche chi il lavoro lo vede come l’abitudine. Va fatto. Né amato, né odiato, né niente, è, per l’appunto, niente. E’ l’abitudine. E’ il tran tran. E’ una delle cose. Una delle tante. Un lavoro come un altro. Come il lavoro per Mersault. Niente organizzazione del futuro come realizzazione personale in una carriera lavorativa: il lavoro è niente.

Mi avrebbe consentito di vivere a Parigi e anche di viaggiare per una parte dell’anno. “Lei è giovane, e immagino che questo tipo di vita possa piacerle.” Ho detto che sì ma in fondo per me era lo stesso.

#3 La bella società – La realizzazione personale

Il femminismo in una ragazza che vede nel lavoro una parte del piano. Costruire un sentiero di lavoro, emancipazione e coraggio. Una ragazza che mi ha cambiato un po’ la vita. Anni trenta e, tra una festa e l’altra, costruirsi un futuro passo dopo passo, piangere e tirarsi su, amare e lasciarsi, andare avanti nonostante tutto.

Regola 110. Tieni viva nel tuo petto quella piccola scintilla di fuoco celeste che si chiama coscienza.

#4 Branchie – Fuga

Un libro che ancora non digerisco. Mi ha dato quasi fastidio alla lettura. Ammaniti è uno scrittore che ho sempre ammirato e, quasi sempre, anche seguito. Ma questo libro è a parte. Non riuscivo a capire cosa mi desse fastidio, e ancora non ci sono arrivato. So solo che è strano: mi sembrava un insieme poco sensato di avvenimenti e personaggi male amalgamati, eppure Marco Donati è rimasto un personaggio che mi fa impazzire tutt’ora. Un personaggio che scappa dal lavoro, o scappa col lavoro. Questo non l’ho mai capito. Fatto sta che scappa. E il lavoro c’entra qualcosa.  Lavora in ogni cosa che fa. Per tutta la sua vita. In onore di tutta la sua vita. Lavora.

È la vita, che mi grava addosso. È tutto. È quello che dovevo fare e non ho fatto. Sono le cose che ho cominciato e non ho mai finito. Le lezioni di pianoforte. La bocciatura in secondo liceo. È mia madre che mi dice non ti capisco.

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ENGLISH VERSION

Work may be a hiding place, it may be nothing, it may be a life fulfillment or an escape. Here are four characters being example of this through the pages.

#1 The fragrance – Hiding place

Jean – Baptiste Grenouille does not want to make fragrances. He does not even want to sell them. He wants to live on them. Obsession turning into ruin may only be saved if disguised. Therefore, fragrances become a job, and he becomes an ordinary man working with ordinary fragrances. However, those fragrances are his whole life, and he is nothing but a fragrance. Here it is then, work hiding obsession, work hiding things.

And the fragrance was descending inside them, straight to their heart. That is what categorically distinguished fondness from disdain, disgust from pleasure, love from hate. The one who dominated smells, dominated the heart of men too.

#2 The foreigner – Nothing

There are also those who see work as a habit. It has to be done. You have neither to love nor to hate it, it is – indeed – nothing. It is about habit. It is routine. It is one of the things, one of the many things. It is a job like many others. Mersault sees work as nothing. It is just like this, no planning of the future as self-fulfillment through work.

It would have allowed me to live in Paris and also to travel for part of the year. “You are young, and I suppose this kind of life may be interesting for you”, they said. I said yes, but actually it was the same for me.

#3 The good society – Self-fulfillment

Here we have feminism in a girl seeing work as part of a plan. She wants to build a work path, emancipation and courage. This girl kind of changed my life. We are in the Thirties, between a party and another. She is building her future, crying and rising again, loving and breaking up, forging on in spite of all. 

Rule #110. Keep that little spark of light blue fire called consciousness alive in your chest.

#4 Branchie – Escape

I have not put up with this book yet. Reading it almost bothered me. I have always admired Ammaniti as a writer and I have usually followed him. However, this book is different. I could not put my fingers on what was bothering me, and still I cannot figure it out. I just know it is strange. I thought it was a barely-sane mix of badly blended events and characters, but Marco Donati remains a character that still drives me crazy. He is a character escaping from work, or escaping with it. I have never got it. Fact is he escapes, and work has something to do with this. He works on everything he does, for his whole life, in honor of his whole life. He works.

It is life weighting on me. It is everything. It is what I had to do and I did not. It is the things I started and never finished, my piano lessons, failing the second year in high school. It is my mother telling me she does not understand me.

 

Traduzione a cura di Fabiola Lupo