Contemporary Cluster: il 24 settembre inaugura Poltronova e La casa non domestica – Una mostra in due atti, un progetto a cura di Poltronova e Gabriele Mastrigli.

Nell’anno del cinquantesimo anniversario di due oggetti divenuti cult, lo specchio Ultrafragola di Ettore Sottsass jr. e la poltrona Joe di De Pas, D’urbino, Lomazzi, il Centro Studi Poltronova presenta la sua collezione negli spazi di Contemporary Cluster.

La galleria romana diventa la cornice in cui mostrare in anteprima assoluta le edizioni speciali dedicate alla Poltrona Joe, le nuove edizioni di Cessato allarme di DDL Studio e Canton di Franco Raggi, vengono inoltre proposte le 50 Special Limited Edition del divano Superonda di Archizoom, presentate in Triennale nel 2018.

Tra i celebri oggetti della collezione troviamo le lampade di Superstudio, Passiflora e Gherpe e quella di Archizoom Sanremo. I divani della serie Saratoga, disegnati da Elena e Massimo Vignelli, le sedute di Superstudio Sofo e la poltrona Mies di Archizoom. Ed è proprio la poltrona Mies, con la sua geometria insita nella forma che perde di rigore nell’utilizzo, a essere il trait d’union con la mostra La casa non domestica, anch’essa in contemporanea negli spazi di Contemporary Cluster.

La casa non domestica, a cura di Gabriele Mastrigli, prende le mosse dal celebre numero del 1971 della rivista milanese “IN – Argomenti e immagini di design”, dedicato al tema della “distruzione dell’oggetto“. Secondo i curatori del numero, i gruppi fiorentini Archizoom e Superstudio, gli oggetti non sono più destinati a portare avanti significati specifici. Distruggerli significa sfidare le tradizionali strutture formali dell’ambiente costruito, svuotando la nozione stessa di progetto da qualsiasi relazione prestabilita tra forme e funzioni, tanto sul piano materiale che simbolico.

Nella mostra sono presentate opere di alcuni tra gli artisti invitati a contribuire al numero: la poltrona Mies di Archizoom, il Superbox “Torno subito” di Ettore Sottsass jr., la panca Luxor di Superstudio e il Commutatore (dal Sistema Disequilibrante) di Ugo La Pietra. Si tratta di quattro oggetti realizzati tra il 1967 e il 1970, corredati da documenti dell’epoca (video, disegni, poster, fotografie), che indagano la natura delle pratiche dell’abitare in quel passaggio storico di crisi della società occidentale, spostando l’attenzione dalle funzioni e dagli oggetti ai riti e alle attitudini.

Due progetti redatti all’interno della Scuola di architettura e design dell’Università di Camerino attualizzano il tema di questi oggetti “non domestici” analizzando criticamente il concetto di casa come mediazione tra l’abitante e il suo modo di vivere, allargando i confini e tentando, in ultima istanza, di misurare la possibilità di immaginare un altro abitare.