Mirko Sata è il tattoo artist milanese che ricama sulla pelle intrecci di serpenti seguiti da migliaia di utenti su Instagram.
Sono tantissime le persone che hanno deciso di marchiarsi con le linee tridimensionali di rettili che si rincorrono e che sono ormai diventati un trend.

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Il serpente ha avuto il suo posto in ogni cultura, in ogni religione e in ogni continente. L’animale che striscia, che strangola e che avvelena ora ha un posto sicuro anche nella cultura del tatuaggio.
Mirko Sata ha reso riconoscibilissimo il suo stile cucendo sulla pelle dei suoi clienti l’animale che tante volte gli è apparso in sogno. Ogni volta il disegno ha la stessa linea espressiva e ogni volta è diverso. Parlando di tecnica, Mirko Sata è un tatuatore freehand, non prepara quindi disegni da “ricalcare”, ma agisce “a mano libera”, appunto.

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La formazione all’accademia di belle arti di Milano, capitale indiscussa della creatività in Italia, dove studia scenografia, porta il tatuatore ad affacciarsi continuamente su nuovi fronti.
Oltre ai tatuaggi che lo hanno reso così noto infatti, una collezione per Nove25 lo vede protagonista di un progetto di lavorazione dell’argento. Ha disegnato una linea di gioielli in cui le figure intrappolate nella materia stavolta sono quelle dell’astrologia.
Ophis, è il nome della collezione esoterica che ha trasformato la simbologia zodiacale in monili. La sirena rappresenta l’acqua, la chimera il fuoco, il serpente è il simbolo della terra e il corvo quello dell’aria.

La collaborazione con Nove25 conferma la poliedricità dell’artista. Satatttvision è il luogo metafisico in cui la sperimentazione e la contaminazione delle arti pulsano a ritmo con il tatuatore; un gruppo di giovani artisti che dal tatuaggio scoprono le arti, la moda e la musica.

Il tatuaggio, esperienza sempre più diffusa tra le giovani generazioni occidentali, per qualcuno rappresenta un modo per portare con se un ricordo indelebile e unico, altri si tatuano per esprimere la propria essenza e la propria personalità ricamandosi addosso un vestito da indossare sempre, per altri ancora è un modo per farsi manifesto di un’idea, di un’epoca o di un movimento. In ogni caso il tatuaggio rende unico il corpo di ognuno.
A questo punto però farsi tatuare da un individuo che ripete e riporta ogni volta la stessa figura potrebbe apparire paradossale.

Come può aver senso cercare l’unicità rivolgendosi a chi propone sempre il medesimo soggetto?

Probabilmente il discorso è molto più ampio e complesso di come appare. Al di là del fatto che Mirko Sata in realtà riesce a rendere unico il serpente tutte le volte che ne disegna uno, è l’idea stessa di tatuaggio che diviene protagonista di una metamorfosi: non più il soggetto, ma l’esperienza, la tecnica e il tatuatore. Sono questi i nuovi punti cardinali della tattoo art.