Napoli ha la metro più bella d’Europa. Così sentenziava la CNN il 4 febbraio 2014. Di dubbi ce n’erano pochi, visto che ormai numerose stazioni sono state progettate dai migliori architetti del mondo, con il contributo di diversi artisti contemporanei. “Le stazioni dell’arte” donano alla città un patrimonio immenso, capace di avvicinare l’utenza all’arte contemporanea e al trasporto pubblico.

Andrea Buonocore, giovane fotografo napoletano, con più di 21 mila scatti, ha deciso di rappresentare la vita sotterranea del capoluogo campano. Un movimento frenetico e dinamico esaltato da questi spazi così suggestivi.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare questo brillante fotografo. Ma prima delle sue risposte, gustatevi Metrolapse!

Prima di tutto parlaci un po’ di te: chi è l’autore di Metrolapse

Sono un travel photographer. Amo da sempre viaggiare e forse la passione per la fotografia è nata durante uno dei miei tanti viaggi in giro per l’Europa. Ho cominciato a fotografare paesaggi e fare reportage in tutte le grandi città che visitavo, ma sono stato sempre un tipo molto curioso verso tutti gli altri generi di fotografia, quindi mi piace sempre approfondire, conoscere tecniche nuove, sperimentare, imparando a crescere professionalmente.

Com’è nata l’idea di riprendere la vita sotterranea di Napoli?

Volevo parlare di Napoli. Raccontarla in un modo che altri non avevano ancora fatto; farlo per la prima volta senza prendere in prestito le classiche e tanto acclamate bellezze di questa città, come il golfo o il Vesuvio. La scelta non è stata poi così difficile. Oggi Napoli vanta le stazioni metro più belle d’Europa (e forse del Mondo), una città moderna, che avanza. Mi serviva però una chiave di lettura facilmente esportabile all’estero, ed ecco la scelta del time lapse, tecnica sempre affascinante e molto apprezzata fuori Italia.

Obiettivo del tuo progetto è quello di rappresentare la bellezza delle “stazioni dell’arte”. Cosa significa, per chi utilizza il trasporto pubblico, essere circondato dall’arte? 

Napoli ha scelto di dare spazio a tanti artisti italiani e stranieri proprio sotto terra. E’ stata una scelta assolutamente vincente. Entrare in metro a Napoli oggi non significa solo prendere un mezzo di trasporto per andare da “A” a “B”, ma poter visitare una vera e propria galleria d’arte “sotterranea”.

E rappresentando questa galleria hai dato, anche all’estero, un’immagine diversa di Napoli.

Questa città di certo non ha bisogno di Metrolapse per far conoscere le proprie bellezze all’estero, ma mi piace pensare di aver contribuito a tale scopo. Dopo solo 7 minuti dalla pubblicazione del video, ho ricevuto la prima mail di complimenti dall’Olanda. Mi ha fatto sentire davvero bene. Avevamo centrato l’obiettivo!

Quanto lavoro c’è dietro un prodotto come Metrolapse?

Tantissimo! Una delle cose necessarie per girare time lapse è proprio il tempo. Oltre, ovviamente, ad un piano ben preciso, organizzazione e tanta passione. Meno male che non sono mai stato da solo. Dall’inizio di questo percorso ho sempre avuto al mio fianco amici e colleghi che hanno creduto dal primo momento in questo grande e importante progetto.

Che tipo di riscontri ha avuto il tuo progetto? Noi proponiamo diventi il manifesto ufficiale della metropolitana di Napoli! 

A dire il vero non mi sarei mai immaginato che Metrolapse potesse ottenere un tale successo. In 48 ore quasi 200.000 persone avevano visto Metrolapse e decine di migliaia l’avevano già condiviso sui principali social. Per non parlare di tutte le testate online che trasmettevano per intero il video. Devo confessare però che una particolare emozione mi è stata regalata con una richiesta di pubblicazione da parte di National Geographic. Era tanto che sognavo una cosa simile.

The WalkMan si pone come obiettivo quello di lasciare spazio e visibilità ai giovani emergenti in qualsiasi campo artistico. Cosa ti senti di suggerire a chi ha deciso o sta decidendo di investire la propria vita nella creatività? 

Di credere. Credere in sé stessi e nelle proprie capacità. Fare di tutto perché i nostri progetti possano spiccare il volo. La creatività però ha bisogno di ispirazione. Un consiglio che do sempre a chi mi fa la stessa domanda è: non credete di potervi svegliare ogni mattina carichi di ispirazione: cercatela! Visitate mostre d’arte, recatevi in posti lontani da casa vostra, frequentate persone con abitudini totalmente diverse dalle vostre. Le idee, come l’ispirazione, possono saltar fuori nei momenti o nei luoghi più impensabili!

ENGLISH VERSION

In a piece published online on February, 4th 2014 the CNN, no less, decreed that Naples has one of the most beautiful underground of Europe. No doubts about it since many stations were designed by the best architects in the world, with also the contribution of several contemporary artists. The Art Stations of the Naples Metro give the city an immense heritage, capable of put the audience in contact to contemporary art and public transport.

Andrea Buonocore, a young Neapolitan photographer, portrayed Naples’ underground life with more than 21.000 shots; a frenetic and dynamic movement enhanced by such a suggestive space. We had the pleasure of interviewing this brilliant photographer.

First of all, tell us something about you: who is the author of Metrolapse?

I am a travel photographer. I love to travel and perhaps my passion for photography was born during one of my trips around Europe. I began taking pictures of landscapes and making photo essays in all big cities I visited, but I have always been very interested to all other kinds of photography. I like to explore, to learn new techniques, to experience; such things made me grow professionally.

Why did you decide to portray Naples’ underground life?

I wanted to talk about Naples. I wanted to describe it in a way nobody had already done. I didn’t want to borrow the classic and so much acclaimed beauties of this city, such as the Gulf or the Vesuvius. Thus, my choice was not that difficult. Today Naples boasts the most beautiful metro stations of Europe (and maybe of the world); it is a modern and improved city. Actually I needed a key I could easily export abroad, and here the choice of the time lapse; a charming technique, which is very appreciated abroad.

The main goal of your project is to represent the beauty of the “Art Stations”. What does it mean, for those who use public transport, to be surrounded by art?

Naples has chosen to give space to many Italian and foreign artists just below the ground. It was a successful choice. Today, the underground in Naples it’s not just a means to get from “A” to “B”, but it is like visiting a real “underground” art gallery.

By means of this gallery you gave, even abroad, a different image of Naples.

Certainly this city doesn’t need the Metrolapse to get its beauties known abroad, but I like to think I contributed to that end. After only seven minutes from the release of the video, I received the first email of congratulations from Holland. It made me feel really good. We had hit the target!

How much work there is behind a product like the Metrolapse?

There is a lot of work! One of the most important things to shoot “time lapse” actually is the time. In addition, of course you need a clear plan, organization and great passion. Luckily, I was never alone; since the beginning of this journey I have always relied on friends and colleagues who believed in this big and important project.

What kind of feedback did your project has? We suggest it becomes Naples metro official manifesto!

Actually, I never imagined that Metrolapse could get such a success. In 48 hours almost 200.000 people had seen Metrolapse and tens of thousands had already shared it on the main social networks. Not to mention all the online magazines that played the entire video. I must confess, however, that I felt a particular emotion when the National Geographic requested to publish it. I have always dreamed such a thing.

The WalkMan aims to leave space and visibility to young emerging people in any artistic field. What do you feel to suggest to those who have decided or are deciding to invest their lives in creativity?

I suggest them to believe; to believe in themselves and in their talent. I also suggest them to do everything they can so that their projects can take wing. But creativity needs inspiration. A suggestion I always give to whoever makes me this same question is: don’t think you can wake up every single morning full of inspiration: you need to search it! You should visit art exhibitions, go to places far away from your home and hang out with people with habits totally different from yours. Ideas as inspiration can jump out at times or in the most unexpected places!

Traduzione a cura di Daniela De Angelis