Nominando i Ka, si sta parlando di un gruppo underground nel vero senso del termine.
È un concetto che negli ultimi anni è andato a perdersi, mentre la parola che lo definisce è oggetto di un abuso spaventoso: troppo spesso si scambiano “gruppi emergenti” con “gruppi underground”, e una distinzione su cui si potrebbe porre l’accento è che i gruppi underground sono spesso a tutti gli effetti “emergenti”, ma propongono le loro canzoni ad un pubblico ben preciso e su palchi di un certo tipo. Si sviluppano in un ambiente di un certo tipo, ascotlano usica di un certo tipo, e ci si entra in contatto solo se si è abbastanza bravi da saperli cercare. Questa distinzione è necessaria per comprendere chi siano i Ka, e per poterli inquadrare come gruppo underground e non semplicemente emergente. Di questo si tratta, di una proposta che non si vedrà mai raggiungere le migliaia di ascolti dopo pochi mesi, che sarà lontanissima da un modo di suonare che attiri e faccia sentire bene. Se li si ascolta, se li si cerca, vuol dire che
non si sta bene, che non si vuole sorridere e arginare i problemi, che non si vuole spegnere il cervello per una rassicurante e accogliente canzone banale. I Ka sono rabbia e solitudine, punto e basta.
Sonic YouthUfomammutMelvinsElecrtic Moon, per farsi un’idea.
Vale sicuramente la pena di seguirli e supportarli, e di certo vale la pena di andarli a sentire suonare dal vivo, anche se non sarà di certo cosa facile. Il consiglio è di non affrontarli a cuor leggero; se si è abbastanza sconsiderati, comunque, ci si può arrischiare.