Scritture artistiche libere, che si inseguono, tracciano scie di collegamento tra le sottoculture per vedere di esse cosa rimane.

Come un moderno personaggio cyberpunk, il duo italiano Invernomuto esplora sfacciatamente cosa rimane delle sottoculture appropriandosi di storie popolari, leggende, forme espressive vernacolari. E come il personaggio raccontato in “Neuromancer”, che persegue lo scopo di evolversi in un’intelligenza superiore, la coppia di registi incastra racconti e suoni a formare concatenazioni di immaginari senza fine.

Simone Bertuzzi (1983) e Simone Trabucchi (1982) collaborano come Invernomuto dal 2003. Il video e il suono costituiscono la loro direzione primaria, che integrano talvolta con elementi scultorei, performativi o pubblicazioni allo scopo di rendere la visione del film un’esperienza fisica.
Props trattati come fossero tasselli nuovi in un racconto in divenire, nel quale aspetti tradizionali veri e mitici si intersecano fino a confondersi.

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Invernomuto. Film e leggende

Chissà se Joan Jonas (loro docente durante il XIII Advanced Course in Visual Arts 2007 della Fondazione Antonio Ratti) avrà avuto qualche influenza sugli Invernomuto? Certamente un segno l’ha lasciato il loro luogo d’origine, Vernasca, alla base del documentario concettuale Negus (2011-2016). Nel film, grazie ad una struttura compositiva circolare, il piccolo centro piacentino si lega alla località etiope di Shashamane e alla Giamaica creando, attraverso mescolanze e sovrapposizioni di sogni, varie traiettorie mai univoche.

Una volontà precisa, quella di Invernomuto, di non chiudere definitivamente un argomento, ma di lasciarlo aperto a ricerche varie e future. Calendoola:UTU (2016) rappresenta un esempio di questo continuo inseguimento. Episodio pilota di una serie ininterrotta di lavori dalla struttura tipica delle serie TV, UTU trova in Calendoola:SURUS (2018) il suo prosieguo caratterizzato da una narrazione costruita sulla finzione.

Invernomuto. Il suono

Un ruolo principale nel lavoro degli Invernomuto è ricoperto dal suono.
Se in Negus Lee “Scratch” Perry gioca la parte di un fantasma sciamanico, in Vers l’Europa deserta, Terra Incognita (2017) convivono ritmi delle banlieu parigine con quelli elettronici dei club. E ancora, nel documentario PICÓ: Un parlante de Africa en America (2017) Invernomuto porta lo spettatore a confrontarsi con la tradizione sia musicale che scultorea di Picós colombiani.

Singole linee di ricerca sonora vengono sviluppate parallelamente da Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi con, rispettivamente, Palm Wine e STILL.
Nel 2018 Invernomuto è stato tra i finalisti del MAXXI Bvlgari Prize (Rome); per Manifesta 12(Palermo) ha invece sviluppato il progetto Black Med tuttora in corso.

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