All In festival. The Old School, band emergente da sound garage rock, risponde all’appello con puntuale (e a tratti eccessiva) compostezza. E risponde alle nostre domande, poste col piacere di chi si trova in contatto con un gruppo che crede totalmente in quello che fa.

Nella vostra presentazione è stato dato ampio spazio al percorso che avete alle spalle: contest, concerti, classifiche. Cosa credete vi riserverà il prossimo futuro?

Nulla di diverso di quanto abbiamo fatto fino ad adesso, con la sola differenza di ritrovarsi in contesti nuovi e sempre più grandi.

Qual è l’elemento che credete renda unici i vostri brani?

Pensiamo che l’elemento più caratterizzante dei nostri pezzi sia l’impatto sonoro che arriva all’ascoltatore e, dal punto di vista estetico, la compattezza del gruppo sul palco.

Proponete “garage rock, influenzato dalla scena alternative inglese”. Quali sono i gruppi della scena di cui fate parte a cui vi sentite più legati?

Inizialmente i nostri pezzi erano connotati da un sound più inglese, ispirandoci al movimento underground londinese (The Strypes, Miles Kane, The Libertines, Jim Jones Revue); successivamente,con l’ingresso del nuovo cantante, ci siamo avvicinati al versante alternative americano, in particolare a gruppi come Foo Fighters.

La dimensione più importante per dei musicisti della vostra età è senza dubbio quella del palco. Cosa significa per voi esibirvi davanti ad un pubblico?

Cercare di rimanere impressi nella mente di chi ci ascolta.

Cosa direste a chi, come voi, ha deciso di investire tempo ed energie nella propria creatività musicale?

Non smettete mai di crederci e di investirci tempo, perchè la più grande soddisfazione che si possa avere è che un sogno diventi realtà.