Gadget aziendali: sono un piccolo ricordo che può trattenere il significato di un evento o esprimere l’identità di un progetto aziendale. Ciò che conta è che il brand sia visibile e i suoi valori coerenti con l’oggetto che viene offerto.

Con l’avvento dell’era digitale, i gadget aziendali sembrano ormai racchiusi nell’olimpo del vintage, ma tutte le prossime matite di legno, statuette e modellini troveranno sempre un piccolo spazio nel cuore dei nuovi consumatori. Infatti, negli ultimi anni le imprese si sono sempre più affidate a dei fornitori specializzati, come la Pantapack Solution, uno dei top leader nel confezionamento e imballaggio di gadget aziendali innovativi.

Quali sono i gadget aziendali meglio riusciti della storia? In che modo, il gadget, diventa parte della narrazione di un’impresa? Ecco tutte le risposte.

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IKEA

Esempio simbolico di come i gadget aziendali esprimano il core business di un’impresa si ritrova nella storia dell’appena diciassettenne Ingvar Kamprad. 1943, sud della Svezia. Stimolato dal padre ad imparare un mestiere che potesse dargli indipendenza, Ingvar avvia un piccolo business di matite intagliate artigianalmente e ben presto ogni abitante della zona possiede una piccola matita di legno prodotta dal giovane.

Tramite un semplice oggetto di legno, l’impavido artigiano entra nelle case di tutti i vicini; tuttavia sogna di più: vuole rendere belle e funzionali quelle case. Erano i sogni e i primi passi di quello che poi, oggi ormai novantenne, ha creato il grande magazzino più famoso al mondo: IKEA. Il suo è uno dei brand di maggior successo del pianeta ma, nonostante lo sviluppo esponenziale, ha sempre trattenuto un pezzo di cuore alle radici. Infatti, le sue famose matite di legno, sono rimaste i gadget aziendali simbolo del leader dell’arredamento fai-da-te.

Statua della Libertà

Già nel 1886 era stata realizzata un’idea di gadget aziendali “primordiali”. Per la celebrazione dell’inaugurazione della Statua della Libertà, la stessa società francese che si era occupata della fusione della scultura, la Gaget, Gauthier & Cie, realizza un modellino in bronzo da distribuire il giorno dell’evento, il 28 ottobre. Fra i newyorkesi la popolarità è immediata, tanto che iniziano a chiamarlo con lo stesso nome dei loro creatori, Gaget. Il termine viene così utilizzato su larga scala andando ad affermarsi anche sull’altra sponda dell’oceano grazie alla somiglianza con il termine francese “gagèe”, piccolo oggetto.

Coca-Cola

Immediata la recettività delle imprese che hanno visto in un piccolo manufatto una grande arma per la costruzione di strategie di marketing di successo. Così, dal 1950 troviamo l’esempio di Coca-Cola, che crea lattine in edizione limitata per celebrare con i propri clienti partnership ed eventi. Il tutto semplicemente rivestendo in modo diversificato il packaging, un’intuizione geniale. Diventano così oggetti collezionabili, con il tempo veri e propri pezzi di storia.

Mondiali di Calcio del 1990

In Italia i gadget aziendali, come concetto, ma soprattutto strumento di marketing per la fidelizzazione del cliente, arrivano nel 1990. Grazie all’iniziativa promossa dall’IP durante i mondiali di calcio, nel Belpaese scatta la mania dei Bomberini Azzurri, grottesche miniature dei campioni della Nazionale italiana. Oggi queste semplici statuette sono oggetto delle più accanite aste di Ebay.

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