(Pubblicato il: 4 aprile 2014)

Francesca Fantauzzi è attrice e LIS Performer dalle chiare e grandi potenzialità. LIS è l’acronimo di lingua dei segni italiana, forma di linguaggio che viene utilizzato nelle sue performance come principale strumento di comunicazione. Un’idea innovativa e credibile che possiamo vedere concretizzarsi nel video del brano  “Vivere e morire  Treviso” della band Il Teatro degli Orrori, da lei recentemente realizzato.

Vivere e morire a Treviso”, rappresentazione che richiede una maturità artistica non comune, qual è stato il percorso che ti ha portato a questo livello di recitazione?

Ricordo quando anni fa a scuola solevo partecipare a corsi di Teatro dove spesso mi cimentavo in rappresentazioni di vecchi film italiani. La passione per il teatro e per la musica mi hanno sempre accompagnata fino a quando, nel 2003, convinta di questo mio grande amore, decisi di intraprendere la carriera universitaria per approfondire la storia del Teatro e per studiare le Teorie e Tecniche del Cinema e della Fotografia.

La scelta del brano è coraggiosa, quasi una scommessa: perché proprio questo?

Il brano, ascoltato durante un viaggio in auto in un giorno d’estate, mi ha toccato le corde del cuore sin dalle primissime note. La mente è intervenuta in un secondo momento…sembra assurdo ma ho subito segnato il pezzo come se mi venisse da dentro … una sensazione viscerale che davvero non riesco a spiegare… ha risvegliato in me qualcosa che forse avrei sempre voluto anch’io comunicare…

Esistono canzoni che si prestano particolarmente bene ad essere rappresentati in LIS davanti ad una telecamera?

Questo credo sia soggettivo, un po’ dipende dalla capacità del performer e dalle sue attitudini. Resta comunque una forma d’arte (o sarebbe meglio renderla tale!) e non una semplice “traduzione”.

Lo “guardi” con le orecchie o lo “ascolti” con gli occhi.” un paradosso che racchiude la bellezza di un’intenzione che sfocia in IdeaLIS. Com’è nato il desiderio di creare un progetto come questo?

Eh già, è un vero e proprio paradosso! Voglio con questa frase capovolgere la condizione dello spettatore. L’udente che è in grado di udire la musica e le parole cantate spesso non conosce la LIS ed è per questo che viene risucchiato dalla forza visiva del video e, quindi, “guarda” un concetto espresso con il corpo e con le mani ,udendo il resto con le orecchie.

Hai fatto dell’espressione in LIS un’arte, il fulcro di tutta la tua espressione recitativa; azione che nasce da una spontaneità innata o da una velleità ragionata e pianificata?

Credo nasca tutto da una grande attitudine interpretativa e comunicativa, le tecniche servono, su questo non ci sono dubbi, ma credo che il talento sia una cosa del tutto innata …

The Walkman” si pone come obiettivo quello di lasciare spazio e visibilità ai giovani talenti come te. Cosa ti senti di suggerire a chi ha deciso o sta decidendo di investire la propria vita nella creatività?

La creatività è tutto, è linfa vitale, è rischiare di essere se stessi sempre!