Effetto Sorpresa – Ci siamo interrogati sul concetto di “sorpresa” nel Cinema, su cosa significasse finire di vedere un film e sentirsi cambiati. Perché quando amiamo un film lo portiamo con noi, al punto di alterare il nostro modo di guardare tutte le cose. Ognuno di noi ha film come questi: storie uniche che cambiano le regole del genere a cui appartengono e che cambiano le nostre vite.

Oggi parliamo dei film effetto sorpresa – quei film ad alto coefficiente di “sorprendenza” e questa – soggettiva ed in ordine casuale- è la nostra classifica.

Effetto sorpresa – Un film per non soffrire più

Eternal Sunshine of a Spotless Mind –indegnamente tradotto in “Se mi lasci ti cancello”- racconta quel momento in cui ci lasciamo con la nostra metà. Quel momento in cui vorremmo poter rimuovere chirurgicamente ogni sinapsi, ogni ricordo, ogni dettaglio che ci riporti alla mente l’altro. Per non soffrire mai più al ricordo di quello che abbiamo perso.

Michel Gondry, nel 2004, ci regala esattamente questo e segna la storia del cinema contemporaneo con un film poetico, doloroso, ma soprattutto sorprendente.

Se non lo conoscete, colmate immediatamente questo vuoto, scoprirete un attore protagonista in un’insolita quanto superlativa interpretazione drammatica.

“Almeno torna indietro e inventati un addio. Facciamo finta che ci sia stato.”

Voto 10.

Effetto sorpresa – Se la fine è l’inizio

Il 2017 porta in sala una delle storie più incredibili mai scritte sul tema del contatto con altre forme di vita. Scritto dal duo di creature incantevoli che sono Eric Heisserer (lo sceneggiatore) e Ted Chiang (autore del libro originale), Arrival è la storia della ricerca e il dilemma di un linguaggio condiviso nell’incontro con creature extraterresti.

Una storia così complessa e di una tale bellezza che fa venire i brividi pensare che un essere umano come noi abbia potuto crearla.

Arrival vi sorprenderà perché non è un film di fantascienza, ma un dialogo circolare sulla vita e sull’esistenza, un racconto d’amore creato in modo che tutto sia realmente un cerchio, che la fine sia l’inizio e che uno esista solo in funzione e per amore dell’altro.

“Nonostante io conosca il viaggio e dove porterà, lo accetto, dal primo all’ultimo momento.”

Voto: 10.

Effetto sorpresa – Quando la fine di tutto è vicina

Indietro ancora di sedici anni, siamo nel 2001, con un’opera piccola e grandiosa che esce nelle sale degli Stati Uniti un po’ in sordina. In Italia viene presentata al Festival di Venezia solo quattro anni dopo. Oggi è già definito un classico di culto in tutto il mondo.
Perché Donnie sa quando arriverà la fine e deve fare alcune cose prima che essa arrivi…

Per evitare spoiler raccontiamo la storia limitandoci a questo, ma Donnie Darko è uno di quei film che ha cambiano la vita ad una generazione, oltre ad aver consacrato Jake Gillenhall alla carriera di attore. Scritto e diretto a soli 25 anni da un ragazzo di nome Richard Kelly, il film e’ silenzioso e assordante come un boato.

“…E tu perché indossi quello stupido costume da uomo ? “

Voto: 10.

Effetto sorpresa – Il maestro della meraviglia

Nella nostra Top Five+1 è impossibile non fare tributo a M.Night Shyamalan -radici indiane per un’infanzia da vero yankee- è il regista che incarna più di ogni altro il significato dell’effetto sorpresa.
Ecco tre delle sue opere per ricordarvi di cosa sia stato capace:

Siamo alla fine degli anni novanta, Shyamalan esordisce di fronte al grande pubblico di tutto il mondo con The Sixth Sense, una riflessione che ribalta l’idea di vita dopo la morte. O forse no. Ciò che importa è che non sempre ciò che lo spettatore vede corrisponde alla realtà; o almeno finchè questa non viene ribaltata.

“…Non disegno più così. Disegno gente che sorride, cani che corrono… arcobaleni… Non fanno le riunioni per gli arcobaleni!”

 

Un bosco oscuro al confine del villaggio e un’eroica Cappucetto Rosso cieca. L’amore che infonde coraggio e una missione per la vita attraverso il bosco delle proprie paure: questo è The Village (2004). Inizialmente sottovalutato, è invece una potente conferma della capacità di Shyamalan di sorprendere il suo pubblico portandolo a ritenere reale tutto ciò che lui voglia. Con una sublime colonna sonora composta dall’incredibile Michael Nyman, ancora una volta diffidare dalla realtà è la chiave della storia.

“Alcune persone, solo poche, emanano un leggero colore. Come… una foschia. È l’unica cosa che riesco a vedere nell’oscurità”

 

Negli anni successivi i film di Shymalan subiranno dure critiche e le aspettative spesso verranno tradite, fino a quest’anno, quando in sala esce Split. Il Film è un esercizio incredibile di recitazione e suspence ma soprattutto -per la prima volta- il regista decide di mostrare il soprannaturale ed il raccapricciante all’interno della mente umana. Non servono più artifici o creature oscure: la vero abisso è dentro di noi. Ancora una volta Shyamalan riesce a farci pensare che le cose non sono come ce le aspettiamo e che il mistico ed il fantastico sono, prima di tutto, dentro la nostra mente.

“Non ho mai visto un caso come questo, 23 identità differenti vivono nel corpo di Kevin”

Voto all’opera e all’uomo: 10.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.