La Galleria Emmeotto ha inaugurato a Palazzo Taverna la personale di Beatrice Scaccia “Sta in cielo e in fondo al pozzo”

Galleria Emmeotto, durante la Rome Art Week, ha inaugurato la mostra dell’artista Beatrice Scaccia. “Sta in cielo e in fondo al pozzo” è la personale che mette in luce figure archetipiche contemporanee, le quali mostrano la vulnerabilità umana. Linee fluide tracciano personalità senza genere ed età con cui l’osservatore può porsi in dialogo. I personaggi “raccontati” da Beatrice Scaccia sono infatti una ricerca verso l’essenza dell’individualità e una metafora della visione del mondo.

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Sta in cielo e in fondo al pozzo

La mostra rappresenta la visione dell’artista nei confronti del mondo, il rapporto duale dell’esistenza tra l’altezza e la caduta. Le opere di Beatrice Scaccia infatti attraverso un gioco di luci e ombre, pieni e vuoti si propongono come suggerimenti e spunti su cui riflettere. I personaggi senza volto dell’artista sembrano scontrarsi e ritrovarsi in una continua ricerca verso l’interiorità. Il mondo di Beatrice Scaccia sembra essere un viaggio in un luogo in cui le figure sono come il prodotto evanescente di un sogno: è intensa la traccia del loro passaggio ma è difficile distinguerne i confini.

Una ricerca che parte dall’Io

Il background di Beatrice Scaccia si ritrova sotto forma di vivido passaggio nelle sue opere. Un’artista nata in Italia e naturalizzata newyorkese, Beatrice ha lavorato nella Grande Mela presso il Jeff Koons Studio, dove è stata fortemente influenzata dal punto di vista artistico. Attraverso un continuo lavoro introspettivo Beatrice Scaccia ha riprodotto nella sua arte l’esperienza personale in termini esistenziali di artista-individuo. L’intera mostra mette in evidenza l’essere umano nella quotidianità delle emozioni. Un Io indefinito che si muove in uno spazio vuoto. Ad emergere è in tale modo la vulnerabilità del .

Sta in cielo e in fondo al pozzo, una mostra in cui l’osservatore si ritrova immerso in un mondo costituito da esperienze immaginate.