Abbiamo conosciuto Lisa e Francesca in una bella mattinata romana, durante una piacevole conversazione telefonica. Indaffarate, pronte alla partenza per Londra, dove l’indomani avrebbero presentato la nuova collezione invernale, mi hanno parlato di Ariafritta, la loro società, e di come creano e vendono borse. Ma innanzitutto, chi sono Lisa e Francesca? “Siamo state compagne delle superiori e poi di università, abbiamo studiato in un distretto di Como famoso per la produzione della seta e dei tessuti stampati e abbiamo fatto un istituto tecnico per diventare disegnatrici per tessuti. Abbiamo proseguito poi al Politecnico studiando design. Siamo sempre rimaste in contatto ma dal punto di vista professionale abbiamo avuto esperienze diverse e varie, comunque orientate verso il design. Nel 2012 è nata l’idea di fare qualcosa insieme, decidendo di puntare sugli accessori, lavorando a piccole collezioni in punti vendita o fiere. Quest’anno abbiamo finalmente aperto la società.”

Immaginiamo che come nel mio caso siate rimasti anche voi colpiti dal nome scelto dalle due ragazze. Ariafritta. “Stavamo pensando a nomi che potessero essere ricordati. Per quanto gli accessori si avvicinino al design e non solo al mondo del fashion, abbiamo scelto Ariafritta perché quando si parla di moda in definitiva si tratta di questo.”

Addentriamoci più attentamente nel mondo delle loro creazioni, realizzate prevalentemente in pelle, dai colori neutri e dalle forme pulite e geometriche. Non solo borse, come racconta Lisa: “Per qualche collezione abbiamo fatto anche dei gioielli che riprendevano materiali utilizzati nelle borse, ad esempio l’anno scorso abbiamo usato la gomma stampata. Spesso collaboriamo con artigiani della nostra zona, come questo orefice che lavora con materiali poveri. Gli accessori che creiamo vanno a completare le nostre collezioni. D’inverno, oltre che con le borse, lavoriamo anche con le sciarpe. Utilizziamo la pelle soprattutto, ma abbiamo inserito anche tessuti nelle collezioni estive. Non solo, abbiamo usato pelli particolari, spalmate, gommate, traforate: partendo dalla pelle arriviamo alla collezione. Lavoriamo anche per la ricerca di accessori come le cerniere.” La ricerca del materiale è dunque il punto di partenza per Francesca e Lisa, quello da cui vengono ispirate e che rappresenta il filo conduttore delle loro creazioni. Ci piace usare anche gli scarti – prosegue Lisa – Solitamente facciamo delle borse abbastanza grandi che producono scarti consistenti; non ci piace buttare via la pelle e così la usiamo per la creazione di altri accessori.”

Francesca ci racconta come hanno iniziato a lavorare, come è partito tutto, dalla produzione alla vendita massiccia: “Inizialmente pensavano anche alla produzione delle collezioni, essendo la richiesta ancora poca riuscivamo ad occuparci di questa fase, sviluppavamo, facevamo ricerca, ideavamo e producevamo. A partire dalle ultime due collezioni, al di là della distribuzione che si è ampliata, ci occupiamo dell’ideazione e dello sviluppo della campionatura, perché ci teniamo comunque a seguire tutte le fasi di costruzione del prodotto. Attualmente la produzione vera e propria viene realizzata da un piccolo laboratorio artigiano.”

Alla domanda se ci fosse qualcuno o qualcosa dal quale traevano ispirazione, le ragazze ci dicono che il vero punto di partenza è la pelle, la ricerca del materiale: “Facciamo molta ricerca che non si sviluppa solo nell’ambito della moda, ma a tutto campo. Sono intuizioni e ideazioni. Partiamo molto dalla ricerca del materiale, al di là della pelle, che cerchiamo di mettere in rilevanza. Cerchiamo di sviluppare gamme che possano essere uniche, per cui il nostro mercato non è solamente femminile, ma anche maschile. Le linee sono molto geometriche e strutturate, le dimensioni vanno dalla pochette fino al borsone o allo zaino. Una cosa su cui ci concentriamo – si inserisce Lisa – è la leggerezza: sono sempre borse leggere perché non sono appesantite da fondi o da metallerie, per scelta estetica e di praticità.”

Dando un’occhiata al loro sito, la cosa che ci aveva affascinata di più era stata propria la presenza di modelli fotografati con le loro borse, che a tutti gli effetti possono essere usate e apprezzate anche dagli uomini: “La prima collezione di sciarpe è stata fotografata solo su donne, ma in realtà sono state vendute anche a molti uomini quindi abbiamo deciso di creare collezioni interscambiabili e prodotti per uomini. In quella che andremo a presentare a Londra abbiamo rivisitato pezzi pensati per l’uomo, rendendoli esteticamente piacevoli, come il marsupio e il borsello. A volte tentiamo di ritirare fuori articoli persi anche perché non molto belli: l’abbiamo vista come una presa in giro anche se crediamo che sia un prodotto che possa funzionare. Ci piace l’idea che non debba essere legato al sesso; spesso modelli femminili li fotografiamo apposta su uomini. L’uomo che si interessa alle nostre borse è interessato a spendere ma anche a osare. Attualmente stiamo iniziando a valutare di allargarci ad altri accessori, per questo ci siamo spostate su un articolo a metà tra una sciarpa e un gilet. Sicuramente non vogliamo entrare nel giro dell’abbigliamento che prende altri mercati che non ci interessano. Questo è una via di mezzo tra un capo di abbigliamento e un accessorio.”

 

Cos’hanno le borse di Ariafritta in più rispetto a quelle che già troviamo sul mercato? “Le nostre borse, in realtà, hanno qualcosa in meno rispetto alle altre sul mercato! All’inizio abbiamo deciso di farci le borse che volevamo indossare, ci sono sempre piaciute quelle in pelle che però avessero una linea più pulita e meno strutturata, ci piaceva qualcosa che fosse più lineare. Non hanno niente di più, semplicemente percorrono una strada diversa.”

Siete curiosi di avere una piccola anticipazione della collezione che presenteranno a Londra? Noi ce l’abbiamo! “A Londra presenteremo la nuova collezione per l’inverno nella quale, oltre al nero, abbiamo inserito il verdone e il bianco. Abbiamo iniziato anche a lavorare con una metalleria studiata e ideata da noi.”

Lisa, molto convinta, alla richiesta di un consiglio per i giovani che voglio puntare sulla creatività risponde che devono fare,  fin dall’università, collaborare, guadagnare tempo e farlo mentre si studia. “Su qualsiasi idea bisogna metterci le mani. E’ stato solo attraverso questo passaggio che abbiamo fatto un passo avanti.” Prosegue Francesca: “Ci vuole molta tenacia e ci si deve credere, perché il nostro Paese non facilita nulla, soprattutto per chi non ha alle spalle qualcuno in grado di aiutare. Ma un passo alla volta e si arriva all’obbiettivo. Un lavoro creativo non ha paragoni.

ENGLISH VERSION

I got acquainted with Lisa and Francesca on a beautiful Roman morning, during a pleasant phone call. Busy and ready to leave for London, where they would have presented their new winter collection the day after, they told me about their society Ariafritta and about how they create and sell bags. But first of all, who are Lisa and Francesca? “We have been classmates at highschool and then at university, we have been studying in a district of Como that is famous for its production of silk and printed fabrics and attended a technical school to become textile designers. Then we went on studying design at the Polytechnic Institute. We have always been keeping in touch, but from a professional viewpoint we made various and different experiences, always related with design. In 2012 we had the idea of doing something together, and decided to target accessories, working on little collections in outlets and trade shows. This year we finally opened our society.”

I imagine that, as I was, you too were impressed by the name that the two girls chose. Ariafritta. “We were thinking about names that could be easily remembered. Even if accessories are really close to design and not only to the fashion world, we chose Ariafritta because it’s essentially what we talk about when we talk about fashion.”

Let’s explore more deeply the world of their creations, mostly made from leather, neutral coloured and characterized by basic and geometrical shapes. Not only bags, as Lisa says: “For some collections we also made jewels which recalled materials used for the bags, for example last year we used printed rubber. We often work together with local artisans, as this goldsmith who works with poor materials. Accessories that we create go to complete our collections. In winter, in addition to bags, we work on scarves too. We use especially leather, but we have introduced also fabrics in summer collections. That’s not all; we used particular leathers, coated, rubber-coated and pierced ones: starting from leather, we arrive to the collection. We also work on the research of accessorises like zippers.” So, to Francesca and Lisa the research of material is the starting point, the one that they’re inspired by and which represents the leading thread of their creations. “We like using waste too – adds Lisa – We usually make quite big bags that produce considerable waste; we don’t like throwing away leather so we use it to create other accessories.”

Francesca tells me about how they began to work, how about all began, from manufacturing to massive sale: “At the beginning we worked also on the production of collections, we were able to look after this step because there was a still modest request, so that we could develop, do researches, design and produce. From the last two collections, without looking at the increased request, we work on creation and development of sampling, because to us is still important to follow every stage in the construction of the product. At the moment the real production is realized by a little artisan lab.”

When I ask if there’s someone or something from which they take inspiration, the girls tell me that the true starting point is leather, and the research of materials: “We do a lot of research that doesn’t develop only in the fashion sphere, but across-the-board. It’s a matter of intuitions and conceptions. We start from searching for material that, beyond leather, we try to highlight. We try to create ranges that could be unique, so our market is not only for women, but for men too. Lines are very geometric and structured; dimensions go from pochette to maxi-bag or backpack. Something on which we concentrate a lot – says Lisa – is lightness: they’re always light bags because, due to an aesthetic and practical choice, they’re not overburdened by bottoms or metal inserts.”

Having a look of their website, what attracted me the most was the presence of male models photographed with their bags, that can be used and appreciated in all respects by men too. “The first scarves collection was photographed on women only, but actually it has been sold to many men so we decided to create interchangeable collections and men’s products. In the one that we’re going to present in London we revisited pieces that were made for men and turned them into aesthetically enjoyable elements, for example the belt bag or the men’s bag. Sometimes we try to stick out again items that we previously lost also because they weren’t very good: we saw it as a joke even if we think that it could be an efficient product. We like the fact that it hasn’t to be necessarily related to gender; we often photograph some women’s items on men intentionally. A man who’s interested in our bags generally wants to spend but also to dare. Right now we’re beginning to consider the possibility of extending to new accessories, so we moved towards an item that is halfway between a scarf and a gilet. Surely we don’t want to get into the clothing market; we’re not interested in it. This is a middle road between an item of clothing and an accessory.”

What do Ariafritta bags have more than the ones already on the market? “Actually, our bags have something less than the other bags on the market! At the beginning we decided to make the bags we would like to wear, we’ve always liked the ones made from leather but with a cleaner and less structured line, we liked something more linear. They have nothing more than the others, they just take a different road.”

Are you curious to have a little preview of the collection they’re going to present in London? We have it! “In London we will present the new winter collection in which, in addition to black, we inserted greenfinch and white too. We have also began to work with metallic materials that we studied and created”

Lisa, very determined, when I ask for a suggestion for young people who want to aim for creativity, replies that they have to do, already during university, cooperate, earn time and do it while studying. “We have to put hands on every idea. Only thanks to this passage we moved on.” And Francesca continues: “We need a lot of perseverance and we have to believe, because our country doesn’t make anything easier, especially to the ones who don’t have behind their back someone who helpful. But step-by-step we can reach the goal. A creative job can’t be compared with any other.”

Traduzione a cura di Eleonora Martelli