Avete presente il momento cinematografico? Quello in cui tutto sembra confluire nell’unica e uniforme sensazione di stabilità, di completezza. Quello in cui i sentimenti prendono vita nelle parole, nei silenzi, nella disposizione dei mobili, negli sguardi, nelle canzoni.

Le immagini racchiuse nella silenziosa musicalità della pellicola regalano dei tratti impossibili da eliminare: le colonne sonore. Trascorrono anni, eppure quelle canzoni restano lì dove le avevamo lasciate, immobili e indelebili. Quelle che seguono sono le cinque che abbiamo deciso di ricordarvi.

[irp posts=”5085″ name=”Musica Italiana, le dieci cover più belle”]

Jesus and Mary Chains, Just Like Honey.

Lost in Translation, incontro tra due solitudini che si avvicinano, sfiorandosi senza mai intrecciarsi. La città scorre rapidamente fuori dal finestrino, le note distorte ancora raccontano un abbraccio teneramente indelebile.

David Bowie, Heroes.

La Berlino dell’eroina, sospesa nell’attimo di vitalità tra l’illegale e l’aspetto greve dell’alba, poco prima del giorno. Lo slancio liberatorio dei Ragazzi dello Zoo di Berlino, protagonisti per un attimo liberi dai propri demoni.

Beck, Everybody’s Gotta Learn Sometimes.

Il genio di Spike Jonzie muove le azioni dei protagonisti di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, accompagnate dalla musica nel lisergico accostarsi di emozioni esasperate e dolcemente struggenti.

Gary Jules, Mad World.

L’ineluttabile fisicità dell’incomprensibile, Donnie Darko torna verso casa in quello che si legge già come l’inizio della fine negli occhi degli spettatori. Le note di piano raccontano un tempo sospeso, una melodia che non parla di nulla, solo del momento.

[irp posts=”5114″ name=”Concorsi Musicali, 7 eventi per conquistare il successo”]

ENGLISH VERSION

Can you recall a specific cinematographic moment? The one in which everything seems to converge in a unique feeling of stability and completeness. The one where the feelings come to life in words, silences, in how furniture are arranged, in looks, in songs.

The images enclosed in the silent musicality of a movie give traits impossible to eliminate: soundtracks. Year after year, and yet those songs are still there, where we had left them, motionless and indelible. We have decided to remind you five songs.

Jesus and Mary Chains, Just Like Honey.

Lost in Translation, the encounter between two solitudes approaching, touching without ever intertwined. The city runs quickly out the window, distorted notes still tell a hug tenderly indelible.

David Bowie, Heroes.

Berlin and heroine; the city is suspended in that moment of vitality between the illegal and the heavy appearance of dawn, just before the day. The liberating impulse of the Boys of the Berlin Zoo, which are the protagonists, free for a moment from their demons.

Beck, Everybody’s Gotta Learn Sometimes.

The genius Spike Jonzie moves the actions of the protagonists of Eternal Sunshine of the Spotless Mind, accompanied by music in lysergic approaching of extreme and gently poignant emotions.

Gary Jules, Mad World.

The inescapable physicality of the incomprehensible, Donnie Darko backs home in what is already considered as the beginning of the end in the eyes of the spectators. The piano tells of a suspended time; a melody that is just about the moment.

Traduzione a cura di Daniela De Angelis